2025 / 2026


<< torna all'elenco

Partecipazione a "SETIA, UNA CITTA' CHE GUARDA". STORIA, ARTE E TRADIZIONI SETINE di Stefania Salvadori

Affacciata sulla piana pontina e in vista del mare, l’odierna Sezze ci accoglie. Ci incontriamo, domenica 12 aprile, nel tradizionale ristorante “Barbitto”, posto in uno spazio aperto e alberato, per condividere la terza edizione dell’incontro sulle tradizioni setine, accolte con calore dalla presidente del club di Latina, Gabriella Nava, e da tutte le socie convenute. La cittadina immersa, tra mito, storia, fasti pontifici e vecchia di oltre 2000 anni, tra l’Agro Pontino e i Lepini, attraversata dal fiume Ufente, si anima nelle parole affascinanti e dotte dell’illustre archeologa dott.ssa Maria Luisa Nava. Setia, la cui storia risale al mitico Ercole, si svela come luogo propizio, ricco di coltivazioni. L’episodio, raffigurato nello stemma della città, rappresenta l’eroe coperto dalla pelle del leone nemeo e una cornucopia simbolo di abbondanza. Inizialmente latina, poi volsca, nell’82 a.C. occupata da Silla, fu colonia e municipio romano, poi sede vescovile. Fu un centro importante di commerci, soprattutto nel periodo tardo repubblicano, come raccontato da Marziale, Giovenale, Cicerone. Famosa per il suo vino bianco e delicato, esaltato da Plinio il vecchio che collocò il “vinum setinum “al primo posto nella classifica dei vini con l’attributo di “imperiale”, preferito da Cesare Augusto e dai suoi cortigiani per le sue proprietà digestive e benefiche. La struttura urbanistica ci viene spiegata da Francesco Vita, giovane studioso della tradizione setina, che si sofferma sul Duomo, Basilica di Santa Maria, edificata nel XIII sec. in stile gotico-cistercense, sottoposto nel tempo ad un impasto di stili di cui è testimonianza il ricco baldacchino ligneo di stile berniniano. Un gustoso pranzo a base di carciofi e calorosi saluti con la promessa di tornare per percorrere a piedi il tracciato storico della città chiudono la piacevolissima giornata.