2025 / 2026


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Arte femminile come denuncia

Si è svolta il 4 marzo scorso, presso la sala “Belle Époque”, storica sede dell’Inner Wheel di Via Cavour n. 32 ad Alessandria, l’assemblea delle socie. L’incontro è poi proseguito con una serata organizzata in collaborazione con la Consulta per le Pari Opportunità del Comune di Alessandria, nell’ambito del programma “Marzo Donna 2026”, dal titolo: “L’arte femminile come denuncia”. Alla serata erano presenti, oltre alla Presidente Lidia Pasquale, l’Assessora con delega alle Pari Opportunità e Politiche Sociali del Comune di Alessandria, Roberta Cazzulo, e la Presidente della Consulta Comunale per le Pari Opportunità, Vincenza Palermo. Relatrice dell’incontro è stata la dottoressa Mariangela Ciceri, psicologa clinica e forense, nonché docente di docente di psicologia dell'arte e comunicazione presso l’Unitre di Alessandria. La lezione ha preso in esame l’attività di sei artiste, vissute anche in epoche diverse, che, pur avendo affrontato situazioni di disagio psichico e forme di emarginazione, sono riuscite a esprimere tale sofferenza attraverso l’arte, giungendo in alcuni casi a un significativo riscatto personale e sociale. Il filo conduttore dell’incontro è stato il rapporto tra arte e disagio psichico. Le artiste analizzate – tra cui Camille Claudel, Else Blankenhorn, Aloïse Corbaz e Yayoi Kusama – hanno vissuto tutte forme di sofferenza psicologica o disturbi mentali. In alcuni casi, come per Blankenhorn e Corbaz, ciò ha comportato lunghi periodi in istituti psichiatrici; Yayoi Kusama ha invece scelto volontariamente di vivere in una clinica, mentre Camille Claudel fu internata per molti anni dai suoi familiari. Tutte hanno trovato nell’arte una fondamentale forma di espressione e, al tempo stesso, uno strumento di sopravvivenza. L’intervento è stato molto apprezzato dalle presenti per la forza e la sensibilità con cui sono stati affrontati i temi del disagio e del riscatto artistico e personale