2025 / 2026


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CONFERENZA "Un drammaturgo da riscoprire: Gabriele D’Annunzio”

Il 6 febbraio al Circolo Ufficiali della Marina Militare la nostra socia Mirella Saulini ha tenuto una dotta Conferenza alla quale hanno partecipato socie del nostro e di altri club, tra queste la presidente Maria Cuzzoni del Club di Roma Romae e le immediat pastpresident Lia Cordella (Roma Eur),Simona Travaglini (Roma Nord) e molti amici. Tra questia la presidente Franca Madonna, a rappresentare la Sezione Roma Campidoglio della FIDAPA, che la presidente Adriana Bernardini, ha invitato nello spirito di una collaborazione tra associazioni, ed alcune socie. La riscoperta parte dal superamento dei fraintendimenti nati da una critica che mescolando il giudizio etico a quello estetico, ha penalizzato l’artista, e dall’insistenza della scuola sul D’Annunzio poeta e prosatore, che penalizza il drammaturgo. Chiarito ciò, va detto che il teatro dannunziano, è un teatro difficile, anche dal punto di vista linguistico, e in tempi più o meno recenti, poco rappresentato.D’Annunzio vive in un periodo, i decenni a cavallo tra i secoli XIX e XX, in cui il teatro, sia italiano che europeo, tende a rinnovarsi e a sperimentare. D’Annunzio sentì e rielaborò, gli esempi di Wagner e del teatro di Bayreuth e delle Chorégie d’Orange. La lettura della “Nascita della tragedia” di Nietzsche e un viaggio in Grecia durante il quale, scrive “Il mio lungo e vago sogno di dramma – fluttuante – s’è infine cristallizzato”, fecero il resto. Per non parlare dell’incontro con Eleonora Duse.Il teatro tragico dannunziano nasce, diciamo così, nel 1898, a Parigi con la prima della “Città morta”, interpretata da Sarah Bernhardt, ma raggiunge il proprio culmine con “La figlia di Iorio”, tragedia di forti passioni, ambientata in una società agricola remota. La prima milanese del 1904, frutto di uno sforzo organizzativo che vide D’Annunzio regista, ante litteram in Italia, di sé stesso fu un trionfo. Le domande e la discussione sono continuate nel salone del circolo, dove è stato offerto un vin d'honer