2025 / 2026


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Da San Benedetto a San Francesco d’Assisi. Religione, ambiente e lavoro nell’Italia medievale.

L’I.W. Club di Verona, dopo la presentazione dell’oratore tenuta dalla Presidente, ha seguito con attenzione la conferenza del prof. Francesco Silvestrini, Ordinario di Storia Medievale presso l’Università di Firenze. Egli ci ha condotto a cogliere la “contraddizione” insita nel fenomeno che si chiama monachesimo legata al concetto di preghiera e lavoro, di preghiera e predicazione. Il monastero sorgeva in zone isolate circondato da estesi terreni; esiste una sola mappa originaria, quella di san Gallo, che descrive l’interno del monastero. Spazio privilegiato era il “giardino” coltivato e curato dai monaci come prefigurazione del “Giardino celeste”. A San Benedetto ed ai suoi seguaci si può attribuire la prima forma di economia legata alla coltivazione della terra ed ai suoi prodotti. I benedettini “addomesticavano” l’ambiente selvaggio intorno al monastero e costruivano strade per i pellegrini favorendo la comunicazione. Per San Francesco d’Assisi, invece, il convento era aperto: i frati uscivano, predicavano, mendicavano. Per il Santo d’Assisi tutto il creato doveva essere rispettato ma gli animali, da lui particolarmente curati ed amati, dovevano poi essere lasciati nel loro habitat e non ridotti al vivere domestico. Dal sesto al tredicesimo secolo dopo Cristo il monachesimo, particolarmente rappresentato dai monasteri di Camaldoli, Montecassino, Vallombrosa, Cluny, ha interessato l’Italia e tutta l’Europa attraverso la diffusione della cultura mediante la trascrizione e la traduzione di manoscritti.