A Sansepolcro una mostra che interroga il presente
È stata inaugurata sabato 22 novembre alle ore 16.00, nelle sale di via XX Settembre n. 57 a Sansepolcro, la mostra tematica “Com’eri vestita”, un progetto curato dal Consiglio Comunale dei Giovani in collaborazione con l’Assessorato e la Commissione Pari Opportunità, l'Inner Wheel Club biturgense, l’AVIS e le Associazioni FIDAPA-SOROPTIMIST. L’esposizione, visitabile fino al 30 novembre, invita a una riflessione profonda e necessaria sulla violenza di genere, affrontando uno dei pregiudizi più radicati e insidiosi: l’idea che l’abbigliamento di una donna possa essere causa o giustificazione della violenza subita. La mostra si presenta come una feroce indagine visiva sulle aspettative e sui giudizi che ancora oggi pesano sui corpi femminili, contribuendo – in forme spesso sottili o normalizzate – a sostenere culture e atteggiamenti violenti. Gli indumenti esposti diventano simboli potenti: non semplici vestiti, ma tracce tangibili di libertà violate, di vite stravolte dal sopruso e da una volontà ingiustificata di dominio sulla donna. Camminando tra gli abiti, lo sguardo del visitatore è costretto a confrontarsi con una verità scomoda: nessun vestito può mai essere un pretesto, nessuna scelta estetica può attenuare la responsabilità della violenza. L’obiettivo dell’iniziativa è proprio questo: smontare un mito nocivo e ancora fin troppo diffuso, offrendo strumenti di consapevolezza soprattutto alle nuove generazioni. “Com’eri vestita” diventa così non solo una mostra, ma un atto collettivo di memoria e di denuncia, un invito a riconoscere e spezzare quelle narrazioni che, ieri come oggi, cercano di colpevolizzare le donne anziché proteggere e ascoltare le loro storie.
