2025 / 2026


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LA RELIGIONE A ROMA storia e bellezze delle Chiese di Roma. La Chiesa di Sant'Ignazio

Mercoledì 8 ottobre abbiamo visitato la chiesa di S. Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù. Insieme a noi socie del Club di Roma, ha partecipato alla visita, guidata dalla sottoscritta, un nutrito gruppo di amiche e amici. La chiesa fu costruita nel XVII secolo per essere la cappella del Collegio Romano, al tempo istituzione di riferimento dell’Ordine dei Gesuiti. A volerne e finanziarne la costruzione fu il cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di Gregorio XV, il papa che nel 1622 aveva canonizzato Ignazio di Loyola e Francesco Saverio. Nella cappella Ludovisi si può ammirare la statua di papa Gregorio benedicente, realizzata da Pierre Le Gros il Giovane, un artista francese trasferitosi a Roma.La chiesa è un vero e proprio trionfo del barocco e vi si realizza in maniera straordinaria la sintesi armoniosa tra architettura, scultura e pittura alla quale il barocco tendeva. Essa è anche, e forse soprattutto, il grande palcoscenico sul quale Andrea Pozzo, artista e religioso della Compagnia di Gesù, celebra insieme il trionfo della Compagnia stessa e del suo fondatore. Pozzo esercitò con pari maestria pittura, architettura ed effetti scenografici nei quali raggiunse una perfezione inarrivabile.Un esempio è la finta cupola della chiesa, costituita da un’enorme tela dipinta, disposta in piano su una pesante intelaiatura. Applicando audacemente le regole prospettiche, Pozzo crea l’illusione di una vera e propria cupola. Nei peducci, le figure bibliche di Giuditta, Giaele, Sansone e Davide, tutti vincitori di nemici d’Israele, rimandano ai Gesuiti vincitori sui nemici della fede.I rimandi fanno comprendere anche il valore spirituale della volta affrescata, nella quale l’arte di Pozzo realizza in pieno il fine della meraviglia, specifico del barocco. Al centro si vede sant’Ignazio che riceve dal cuore del Cristo un raggio di luce, profuso, grazie a rimandi ottici, ai quattro continenti, metaforizzati nelle quattro figure femminili d’angolo. Mirella Saulini