Visita al Museo Campari
Realizzando una proposta della nostra Socia Maria, ci siamo recate il 9 maggio a visitare il Museo Campari, detto anche Galleria Campari. Ed è stata proprio un’ottima idea perché la visita è stata molto interessante ed ha avuto il gradimento di tutte le partecipanti, socie ed amiche. La Galleria Campari nasce in un luogo importante, nell’edificio che dal 1904 al 2005 è stato la Fabbrica Campari a Sesto San Giovanni: nel 1904 Sesto San Giovanni era in aperta campagna. Mario Botta, l’architetto che ha progettato la Galleria Campari, è partito proprio da qui, dal passato, dalla fabbrica, dalla tradizione. Sui due fianchi della facciata originale, conservata nel nuovo progetto, ha realizzato due bassorilievi su bozzetti di Fortunato Depero, aventi come soggetto il Bitter e il Cordial. L’edificio si sviluppa su due piani con un susseguirsi di opere originali, video e installazioni e ben 75 cartoni di Carosello. E poi i manifesti, opere di artisti come Marangolo, Depero, Dudovich e molti altri. Il secondo piano racconta del fondatore, Gaspare Campari, e del suo successore, Davide, che ha trasformato Campari in una industria. La bottiglietta di Campari Soda, disegnata da Depero che altro non è che un bicchiere rovesciato, vecchie casse di legno con 100 Campari Soda ciascuna, bicchieri d’epoca, bottiglie, orologi, insegne degli anni ‘60 e ‘70, le lampade fatte col Campari e le maniglie del tram degli anni ‘30 marcate Campari. La guida, un bravissimo ed entusiasta dipendente in pensione della Ditta Campari, ci ha raccontato la storia della famiglia Campari, del Camparino in Galleria, fino all’illustrazione dei manifesti di Bruno Munari che all’inaugurazione della linea metropolitana rossa nel 1964 inondarono le stazioni tra Milano e Sesto. È stato molto gradevole confrontarci con realtà che valorizzano il nostro territorio.
