Visita alla Mostra su Felice Casorati
Ottanta opere esposte alla Magnani Rocca illustrano il percorso pittorico di Felice Casorati dal 1907 anno in cui ha debuttato alla Biennale di Venezia con il severo ritratto della Sorella Elvira, al 1960 con dipinti di uova, suo tema ricorrente e nature morte. La figura umana, le donne, sono sempre state al centro della sua attenzione e nel percorso antologico abbiamo potuto ammirare “Le Signorine” del 2012 quattro enigmatiche figure femminili, celebre tela che ha segnato un importante momento di passaggio perché il nero dominante nelle prime opere ha lasciato il posto ad una pittura colorata e luminosa. In mostra è poi ampiamente documentato il periodo del realismo magico, uno stile italiano che si era diffuso in larga parte dell' Europa. Sono gli anni '20 e la ricerca dell'ordine, dopo gli orrori della guerra, portano ad un realismo così forte da dare estraniamento. E' del '22 la celebre “Silvana Cenni” immersa in una atmosfera sospesa, solenne, ieratica, chiaro rimando alla Madonna delle Grazie di Piero della Francesca. Colpiscono quadri come “Le due Sorelle” immobili, catalettiche dove malinconia e mistero permeano tutto. Attorno alle figure Casorati costruisce uno spazio geometrico bilanciando rigorosamente vuoti e pieni. Spazi vuoti e oggetti, come il libro, importante per il suo valore volumetrico e simbolico, piccole sculture come citazione di sé stesso. Ha avuto una giovinezza infelice, ha vissuto in tante città, Napoli, Verona, Padova, prima di approdare a Torino, città colta, malinconica e riservata, adatta al suo temperamento, dove si fermerà per sempre. Di città in città lo stile si è evoluto e il rigore ammorbidito. Casorati non è solo un pittore ma anche scultore, scenografo, ottimo musicista e il legame con la musica è evidente nelle sue opere, spesso anche nella scelta dei titoli dove utilizza termini appartenenti al linguaggio musicale.
