2022 / 2023


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LE PAROLE IN CHIRURGIA DAL MEDIOEVO AL SARS-COV-2 - VILLA TOEPLITZ

Molto originale e attuale l’argomento trattato dal Professor Renzo Dionigi nell’ambito del ciclo di incontri organizzato dal Centro Culturale di ricerca per le Storie locali e le Diversità Culturali. Il relatore, chirurgo di fama internazionale, studioso e piacevolissimo conferenziere, ha trattato in modo chiaro ed esauriente l’argomento. Ha iniziato osservando che oggi i testi sulla chirurgia e in genere il lessico medico non sono sempre chiari come dovrebbero, poi ha spaziato tra i secoli, partendo dal Medioevo e dal linguaggio usato agli albori della medicina e della chirurgia, quando la lingua usata era il latino, per arrivare ai giorni nostri. Oggi si utilizzano termini di difficile comprensione, eponimi, acronimi, sigle astruse e tanti, troppi, anglicismi, molti dei quali potrebbero tranquillamente essere trasposti in lingua italiana. Dopo una disquisizione in cui ha citato vari autori, tra cui Leonardo, che con i suoi disegni anatomici e le sue precise spiegazioni scientifiche, ci conduce nel campo della genialità, è giunto al periodo della peste. Una quantità di scritti offrivano rimedi che, dal nord al sud dell’Italia erano tutti uguali e tutti ugualmente inefficaci. In quanto ai medici, il loro problema era salvaguardarsi dal contagio. E dalla peste naturalmente si è passati al covid, con tutta la quantità di neologismi e anglicismi, coniati quasi per confondere i malati, e le fake news diffuse dai media. Un ultimo appello ha lanciato il professor Dionigi nella sua appassionata esposizione, che cioè i giovani medici imparino a farsi comprendere, per evitare di rendere difficile il rapporto medico-paziente, medico-parenti e anche docente-studente.