Visita alla mostra “Antonello da Messina” a Palazzo Reale con la guida del critico d’arte e curatore de Le Gallerie d’Italia Giovanni Morale
Antonello da Messina, considerato dagli studiosi il più grande ritrattista del Quattrocento, ha lasciato una traccia indelebile nella storia della pittura italiana. Nel ristretto numero di opere che fino a oggi sono state attribuite con certezza alla sua mano, si ammira la capacità di mescolare la scuola veneta all’espressività mediterranea e all’uso fiammingo della pittura a olio. La mostra è da considerarsi come uno degli eventi culturali più rilevanti all’interno del panorama nazionale e internazionale per l’anno 2019. Accompagnate da Giovanni Morale, critico d’arte e curatore de Le Gallerie d’italia, che con grande preparazione non solo artistica ci ha guidato nella scoperta dei capolavori dell’artista. Antonello da Messina riuscì ad indagare l’anima ed il temperamento dei personaggi con un’analisi psicologica accurata; non adottò, infatti, la canonica posizione di profilo ma quella di tre quarti, tipicamente fiamminga, che consentiva maggiore introspezione e risalto delle qualità morali. I personaggi, inseriti in uno sfondo scuro, emergono con prepotenza grazie alla luce ed all’intensità pittorica dei colori, instaurando un dialogo mentale con lo spettatore. Chiude la parte relativa al grande Maestro, la dolcissima Madonna con il Bambino (1480) dall’Accademia Carrara di Bergamo, opera del figlio Jacobello di Antonello, eseguita l’anno seguente la morte del padre: nella inusuale firma indica, come struggente offerta di devozione filiale, di essere il figlio di “pittore non umano” quindi divino. Jacobello faceva parte della bottega del padre e si fece carico di completare quanto la morte aveva impedito di terminare.
