2018 / 2019


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“L’arte salvata …. in gran tempesta Sovrintendenti e Monuments men”

Relatrice Anna Maria Tinarelli Vivace e brillante, animata da quella sottile vena di ironia che la contraddistingue, la nostra Socia ha tenuto una interessante conferenza, ricca di citazioni anche letterarie. Ha ricordato, in primo luogo, che fin dai tempi più antichi, i vincitori avevano razziato e portato nei loro paesi il “bottino di guerra”, così, come ci racconta la Bibbia, i Babilonesi spogliarono il Tempio di Gerusalemme del suo ricco corredo e portarono in esilio un popolo intero e ancora Giuseppe Flavio ricorda che, nel 71, Tito portò a Roma, per rendere ancora più glorioso il suo trionfo, l’immenso tesoro degli Ebrei. Per la protezione e il salvataggio dei monumenti storici e artistici nei teatri di guerra, durante il II conflitto mondiale si formarono dei gruppi di studio e di lavoro sostenuti da generali come D.Eisenhower e, soprattutto, dal Presidente Roosevelt, costituiti da ufficiali e soldati che negli USA, prima, e, successivamente, anche in Inghilterra, studiarono musei, chiese, palazzi, archivi … libri di arte … per scegliere le opere più importanti da segnalare ai comandanti dei bombardieri perché le risparmiassero. Nacque così, nel 1943, la Monuments Fine Arts and Archives Section e, successivamente, dopo la guerra, si formarono in Italia i reparti specializzati dei Carabinieri (Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico) coadiuvati da vari reparti di Polizia. I protagonisti del salvataggio delle opere d’arte in Italia non furono solo i Monuments Men, ma soprattutto gli eroici sovrintendenti che misero in salvo il nostro patrimonio artistico grazie alla loro inventiva e a enormi sacrifici personali, dal momento che il Ministero e le Istituzioni in genere si disinteressarono del problema, all’inizio perché certi di una guerra lampo e, in seguito, perché privi di mezzi, di idee, di cultura … Chi ricorda oggi i valorosi Sovrintendenti? Fra i tanti po