2018 / 2019


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Visita alla mostra

La piacevolissima mostra tematica, organizzata da Davide Dotti, ci ha permesso di ammirare ben cento capolavori di artisti compresi fra il ‘500 e il ‘700. Dagli animali nella pittura sacra, campeggianti nella prima sala, con Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto, e L’arca di Noè, esemplare per l’attenzione mimetica, la freschezza dell’espressione, la condivisione del senso del pericolo imminente, agli animali nel mito. Ed ecco Ulisse dalla maga Circe, Diana e il suo cane fedele, Orfeo che sa incantare uomini e animali con la dolcezza del suo canto. Giungono poi sale specifiche dedicate a specie precise: cani, gatti, uccelli, pesci, rettili, animali da fattoria, animali esotici, animali simbolici (modi di travestire l’umano) e di fantasia. Impossibile fornire descrizione dettagliata di un insieme tanto ricco e variegato. La mostra è significativa e i quadri sono singolari. Vecchio con carlino e Vecchio con gatto del Pitocchetto appartengono alla prestigiosa collezione Melzi d’Erìl e sono sorprendenti per complementarietà e per il fatto di attestare, proprio con la loro diversità, la grandezza di un artista che sa cogliere l’umanità più varia. Materiali preziosi (le lacche) per il Vecchio con carlino, tessuti sontuosi; colori semplici ed economici (gli azzurri e i verdi chiari) per il Vecchio con gatto che reca traccia della fatica del vivere, con i suoi solchi profondi, e abbraccia con dolcezza il gatto cui ha finito per somigliare. La sintonia fra il vecchio e il carlino e il vecchio e il gatto è, però, come sappiamo, la medesima, fatta di accettazione totale al di là di ogni vicenda della vita.