INCONTRO CON MONSIGNOR BRUNO FASANI
"Siamo ancora padroni della nostra vita, dopo l’entrata in vigore nel gennaio 2018, della legge sul biotestamento?" Le leggi nascono per un sentire popolare e ogni epoca dà un senso diverso al dolore e al soffrire. Oggi la scienza ha un valore più importante della filosofia in Occidente e ha determinato un cambiamento nella visione culturale e politica contemporanea. Siamo passati da una lettura Cristiana (venuta dal Vangelo) fondante del concetto di Europa ad una lettura culturale secolare. Si è passati da un concetto cristiano del dolore, della cattiveria, insita nella natura e con la sua accettazione perché attraverso la sofferenza si stabilisce un rapporto dialettico con Il soprannaturale verso un destino che non è di questo mondo ad una visione edonistica secolare post moderna con una filosofia dello stare bene soggettivo, con la cultura del piacere. Il dolore e la malattia vengono svuotate di senso. Dobbiamo rimuovere il soffrire. Di fronte alla malattia come ci comportiamo? Questa legge è fiorita su questa sensibilità nuova edonistica. La morte diventa un fatto da rimuovere o uno spettacolo. Ci voleva una legge e la legge nasce come dichiarazione anticipata di trattamento. La persona deve essere padrona nel decidere la propria vita. Legge con luci (buone) e ombre, in otto commi, dove si dichiara come si vuole essere trattati in caso di perdita di volontà e capacità cognitive. Si può andare al comune, da un notaio o all’azienda sanitaria locale per compilare il biotestamento. Per Don Bruno l’aspetto debole della legge è il ruolo del medico che diventa solo un burocrate obbediente alla legge. Un Fiduciario può limitare l’azione del medico e la legge andrebbe integrata con una norma in cui si afferma che il fiduciario e le volontà andrebbero rinnovate periodicamente. Critico è l’articolo 1"comma 5 in cui si parla di nutrizione e idratazione artificiale che si può scegliere di sospendere abbinandola ad una profonda. Questo aspetto è contrastato da alcuni giuristi
