Visita alla mostra di Carlo Carrà Milano, Palazzo Reale
In un tipico pomeriggio autunnale grigio, ma finalmente senza pioggia, ci rechiamo a Palazzo Reale per visi-tare la mostra dedicata a Carlo Carrà. L’allestimento, curato da Maria Cristina Bandera e realizzato con la collaborazione di Luca Carrà, nipote del maestro, propone una rassegna di 130 opere concesse dalle più importanti collezioni Italiane e internazio-nali, pubbliche e private. Presenta il poliedrico discorso di un artista che sentiva un continuo e intenso desiderio di rinnovamento: a partire dalle prime esperienze di scomposizione del colore divisionista a quelle futuriste in cui la successio-ne dei movimenti rende l’idea del dinamismo degli oggetti. Seguono le opere del primitivismo, cui fa seguito la produzione metafisica. In “Madre e Figlio” la figura umana è trasformata in manichino e in “Natura morta con squadra” gli oggetti e le ombre, forme semplici e pure, sono in armonioso equilibrio. I paesaggi, come “Vele nel porto”, “La foce del Cinquale” … segnano il ritorno alla natura. Con la riscoperta di Giotto, Masaccio, Piero della Francesca l’umano torna ad essere centrale. Ricordiamo: “Estate”, “I nuotatori”, “La toeletta del mattino” … in cui le grandi figure sembrano quasi scolpite in un’accentuata plasticità. La mostra espone anche ritratti e autoritratti, cartoni preparatori degli affreschi a Palazzo di Giustizia di Mi-lano, documenti e fotografie che completano il panorama di grande ricchezza e complessità dell’intera ope-ra dell’artista i cui lavori sono dimostrazione di una grande vastità di interessi.
