2018 / 2019


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I.W. Torino - Visita alla mostra "La Sindone e la sua immagine" e alla Cappella del Guarini

Un bel gruppo di socie, mariti e amiche hanno visitato la mostra “La Sindone e la sua immagine” allestita a Palazzo Madama. Sono esposte una cinquantina di opere che offrono una panoramica dell’iconografia del sacro lino a partire dal XVI secolo e sulle ostensioni che avvenivano ogni 4 maggio per la Festa liturgica della Sindone, successivamente in occasione di importanti eventi, tra cui matrimoni ducali e regali. Dipinti, incisioni, quadri a tempera e ricami permettono di raccontare la storia del lenzuolo ritenuto il sudario di Cristo. Abbiamo poi proseguito la visita nella Cappella della Sindone, restaurata e riaperta dopo il drammatico incendio che la devastò nella notte dell’11 aprile 1997. L’ardita architettura barocca della cupola realizzata dall’abate Guarino Guarini per dare una collocazione adeguata alla Sindone, inaugurata nel 1693, si presenta ai nostri occhi con un’armonia e un’audacia che mette i brividi. La zona alta della costruzione somiglia a un canestro rovesciato composto da 36 archi sfalsati per rispondere alla domanda di leggerezza del Guarini, così che il percorso verso il cielo accompagna il fedele in un viaggio dalle tenebre alla luce, dalle sofferenze terrene alla salvezza eterna fino alla colomba raggiata dello Spirito Santo alla sommità della cupola. Il restauro non è ancora completato: a breve inizieranno i lavori per sistemare l’altare del Bertola, dove era custodita la cassa contenente la Sindone che dal 2000 si trova in Duomo. Il restauro del capolavoro è stato tra i più difficili, perché si è partiti da un'assoluta emergenza e si è dovuto ricostruire senza i disegni originali, sostituire le colonne e le parti strutturali, sistemare le parti salvate dall’incendio e i “conci” in marmo che hanno richiesto anche la riapertura dell’antica cava di Frabosa Soprana, chiusa dopo la morte di Guarini, per acquisire la pietra originale necessaria a sostituire i materiali non più recuperabili. Un vero gioiello restituito alla nostra città.