2018 / 2019


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I.W. Torino - Visita alla mostra "Nomadi dell'Asia. Storie di donne e uomini tra steppe e altopiani" e conviviale

"Il nostro luogo sono mille luoghi". Nulla meglio di questa frase, che introduce il video proiettato alla mostra “Nomadi dell'Asia”, rende lo spirito e l’anima delle fotografie esposte al MAO che un numeroso gruppo di socie con amiche e alcuni mariti hanno visitato accompagnate dalla fotografa e viaggiatrice Carla Milone, autrice con il marito, dei quasi 100 scatti fotografici presentati. Un viaggio lungo migliaia di chilometri nei Paesi dell’Asia Centrale e Settentrionale, dall'Iran al Kirghizistan, all'India, alle regioni himalayane, alla Mongolia fino ad arrivare alla Cina e alla Siberia ci ha portate alla scoperta della vita quotidiana delle popolazioni che ancora praticano il nomadismo. I nomadi dell’Asia si spostano a piedi e a cavallo, a dorso di dromedario e in slitta, talvolta in barca, portando con sé tende, yurte e tutto ciò che serve a ricomporre la vita per la famiglia e la comunità. Oltre ai grandi spostamenti che coinvolgono intere comunità decise a dominare spazi ostili, le immagini raccontano storie di famiglie e di tribù, di fatiche singole o collettive, di feste, di momenti di lavoro e di riposo, donne che tessono e cucinano, pascolano le mandrie e cullano i bambini, uomini che cacciano con l’aquila o si occupano degli animali e dei lavori più pesanti, bambini dai visi paffuti. Ci sono anche piccole storie, c’è il tempo per ornare la propria dimora, per decorarla con ricami e ghirlande, per vestire abiti sontuosi, indossare gioielli, curare il proprio aspetto, giocare con i più piccoli, creare meraviglie in lana e pelli. Il nomadismo è una forma di vita che però sta lentamente scomparendo per ragioni culturali, politiche e climatiche a favore della sedentarizzazione e dell’inurbamento. Ma, nonostante l'avanzata del progresso, una loro preghiera termina dicendo “… Lasciateci ai nostri altopiani e ai nostri cieli, anche per voi intoneremo una canzone e declameremo una poesia”. La serata si è conclusa con la conviviale in un vicino ristorante.