VISITA ALLA MOSTRA DI DAMIEN HIRST - Club di Venezia C.A.R.F.
Appuntamento a Palazzo Grassi per socie ed amiche per visitare la spettacolare mostra di Damien Hirst, artista geniale e discusso. La Presidente Marisa Pavese ci ha accolto all’ingresso insieme alla guida. Palazzo Grassi e Punta della Dogana: due celebri location di Venezia coinvolte in un percorso espositivo. Un’arte che è un evento e un messaggio controverso. Monumentalità e gigantismo, manufatti di culture e religioni diverse, connubio di civiltà egizia, romana, etrusca. Quasi duecento manufatti e sculture di ogni foggia e dimensione. Opere gigantesche e misteriose, create con materiali preziosi, fanno riferimento a narrazioni leggendarie di pirati, di un tesoro disperso e ritrovato. Ad accompagnare le sculture anche le foto ed i video di finte operazioni subacquee. Opere come tesori riemersi dal mare tra leggenda e finzione. Ma i manufatti sono evidentemente contemporanei e le incrostazioni fittizie. Statue colossali, icone votive, cimeli vari, monili, reperti, pietre preziose, oro, marmi pregiati, sfingi, Buddha, draghi, demoni, serpenti, cani, animali vari, teste di medusa, ma anche sculture e urne funerarie svelano un Damien Hirst ossessionato dalla morte. L’artista ha voluto salvare, ricreare e rielaborare tutta l’arte antica in un sincretismo stilistico e cronologico, con l’aggiunta di opere pop e contemporanee. Follia dell’arte o arte della follia? La mostra, tra finzione e realtà, ha generato un acceso dibattito. I critici sono divisi, ma il pubblico ne ha decretato il successo. Il percorso museale inizia da Punta della Dogana dove sono esposte le statue più monumentali, ancora ricoperte da finti coralli e conchiglie e corrose dal mare. Si apre con un calendario che ricorda un calendario di pietra azteco. Una metafora della mostra: il viaggio nel tempo. Si conclude a Palazzo Grassi con due mani di malachite in atteggiamento di preghiera. L’arte è una religione: l’importante è crederci! Una mostra da non perdere.
