Visita alla Pinacoteca Ambrosiana
La tradizionale gita di primavera ci porta in visita alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, scrigno di storia ed arte, luogo al contempo religioso, didattico e culturale. Simona Spinelli ci guida alla scoperta di questa straordinaria istituzione. Voluta nel 1631 dal cardinal Federico Borromeo, dotto cultore dell’arte, collezionista fin da giovane e patrono dell' Accademia di S. Lucia a Roma, nel 1607 a Milano fondò la Biblioteca che fu la prima in Italia a carattere pubblico, donò poi alla Pinacoteca la sua collezione ed infine istituì l’Accademia, completandola col Collegio Teologico. Tema concettuale di base: Credere e Comprendere, poiché il Borromeo riteneva che tre fossero le funzioni dell’arte sacra: didattica, devozionale e documentaria. Dallo scalone adorno di due pregevoli calchi, la Pietà di Michelangelo e il Lacoonte romano, si accede alle sale che in luce soffusa e con illuminazione sapiente conservano una altissima concentrazione di preziosi quadri di pittori del Rinascimento lombardi e veneti: Adorazione dei Magi di Tiziano, Sacra Famiglia di Bernardino Luini, Madonna del padiglione rosso di Botticelli, Sacra Conversazione del Bergognone, Transitio Virginis di Pittore Ferrarese… La sala dei Fiamminghi e Olandesi testimonia il gusto personale del Borromeo che ai temi sacri accostava quelli laici dei paesaggi che erano riferimento ai quattro elementi della Natura. Qui c’è la più bella natura morta floreale che sia mai stata dipinta: il gran mazzo di fiori di Jan Brueghel con più di duecento fiori rari e alcune monete, una preziosa spilla e conchiglie di mare poste sul tavolo ai piedi del vaso.Si passa poi nella parte novecentesca del palazzo, dove la sala della Medusa è una specie di Wundercamera con vetrine che ospitano meraviglie da tutto il mondo.Due ore trascorse in un baleno, un vero godimento degli occhi e della mente, che si conclude con un “frugale” aperitivo.
