I.W. Torino - Corso sulla memoria - 3° lezione
Terza conferenza particolarmente interessante quella in cui la dottoressa Alessandra Giordano, psicologa al Centro di Medicina del Sonno dell’Università di Torino, ci ha parlato della misurazione della memoria e delle mnemotecniche di aiuto. Dopo un cenno alla neuropsicologia (studio delle funzioni e dei processi cognitivi e comportamentali) la relatrice ci ha mostrato con qualche piccolo interessante test le varie tecniche di misurazione della memoria, le fotografie della funzionalità cerebrale dal punto di vista cognitivo, sottolineando quanto i deficit possano avere un impatto sulla vita sociale del soggetto. Ci è stato spiegato che l’attenzione è importante per memorizzare. Ovviamente quando si è giovani è molto più facile porre attenzione in maniera simultanea a una serie di stimoli interni ed esterni e farli entrare nel magazzino della memoria; con l’età ci si riesce di meno, ahimé, l’attenzione è ridotta a pochi stimoli, e con questa la memoria. Non è però la memoria che difetta, difetta l’attenzione. La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alle possibili strategie per preservare il proprio patrimonio cognitivo o almeno per rallentare il deterioramento fisiologico. Poiché non si può ricreare il perduto ma sviluppare ciò che resta, utile è ogni fattore che sia in grado di potenziare la riserva cognitiva ed emozionale del soggetto, come un ambiente arricchito non solo di stimoli, ma di attività, di cose da fare, di impegni che abbiano anche una programmazione, una prospettiva. Importante per il suo valore comunicativo è la televisione, il leggere i giornali, il mantenimento dei rapporti sociali, affettivi, famigliari. Essenziale però per il mantenimento del patrimonio cognitivo e di memoria è un moderato ma regolare esercizio fisico aerobico che conta di più dell’allenamento mnesico. Quindi... se dobbiamo scegliere tra un giro in bicicletta e fare le parole crociate, andiamo in bicicletta!
