2016 / 2017


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I.W. Torino - Corso sulla memoria - 2° lezione

Molto interessante anche la seconda conferenza sulla memoria dal tema “Memoria, sonno e sogno” tenuta dal Prof. A. Cicolin, Responsabile del Centro di Medicina del Sonno, Università di Torino. L'oratore ha evidenziato come il sonno abbia un ruolo fondamentale nella memoria secondo due diversi aspetti: aiuta il percorso del ricordo autobiografico e quanto i diversi disturbi del sonno (insonnia e qualità del sonno) compromettano la capacità di memorizzare. E’ indubbio che non ci possiamo ricordare ogni cosa fatta nella vita ma è fondamentale riuscire a trattenere le cose importanti e perdere progressivamente le cose meno utili per evitare la saturazione. Le emozioni hanno un ruolo importante nel ricordare, infatti la parte emozionale ci aiuta a ricordare attraverso un’associazione di sensazioni. Il sonno in passato è stato riconosciuto come passivo e ignoto ma solo alcuni decenni fa con l’uso dell’elettroencefalogramma si è riusciti a esplorare la funzione della corteccia cerebrale, che è lo strato più esterno del cervello con il quale pensiamo. Sono stati analizzati i due tipi di sonno, fondamentali per la nostra esistenza, che si alternano ogni 70-90 minuti per tutta la notte: la fase REM SLEEP caratterizzata da movimenti oculari rapidi. In questa fase avvengono i sogni che sono fondamentali per la creatività; il sonno NON REM PROFONDO, che è essenziale per la nostra sopravvivenza, avviene nella prima parte della notte. Quest’ultima fase, detta anche di sonno a onde lente, è la più importante e incide solo per il 50 % del periodo di sonno che noi usiamo. Queste prime due ore di sonno profondo influenzano la capacità di ricordare. Chi di noi ai tempi della scuola non ha mai detto “Rileggo ancora la lezione e poi vado a dormire così domani mattina l’ho imparata?”. Il progredire rapidissimo della scienza traduce in realtà i sogni ma l’uomo, per fortuna grazie al sonno, non potrà mai smettere di sognare.