Conferenza
Romina Gobbo è giornalista professionista, studiosa delle problematiche del mondo islamico. Collabora in particolare con Avvenire, Famiglia Cristiana, Credere su tematiche quali i diritti umani, la pace, i conflitti, il dialogo interreligioso, le missioni e le attività delle organizzazioni governative e non. La storia della donna nell’Islam è definita tanto dai testi islamici, quanto dalla storia e cultura del mondo musulmano.In base al Corano, le donne sono uguali agli uomini di fronte a Dio; la Shari’a, la legge islamica, include differenze tra i ruoli di genere, i diritti e gli obblighi della donna e dell’uomo, mentre il liberalismo musulmano, il femminismo islamico ed altri gruppi hanno argomentato a favore di interpretazioni egalitarie. La condizione della donna nell’Islam dipende grandemente da paese a paese: i paesi a maggioranza musulmana concedono alla donna vari gradi di diritti riguardo a matrimonio, divorzio, diritti civili, status legale, abbigliamento ed istruzione in base a diverse interpretazioni della dottrina islamica e dei principi di laicità. Secondo il Corano agli uomini è dato l’obbligo di provvedere al sostentamento economico della famiglia, mentre alle donne è affidata la casa, la poligamia è lecita per gli uomini e prevista dal Corano con la limitazione però di trattare con giustizia e gentilezza le loro donne. Secondo il Corano l’uomo può ripudiare la moglie in qualsiasi momento, mentre la moglie può farlo solo in caso di maltrattamenti da parte del marito. Nel mondo islamico le donne non sono egualmente discriminate in tutti i paesi, in alcuni stati hanno ormai ottenuto parecchi privilegi,ma negli stati più tradizionalisti le donne non vivono una situazione egualitaria in termini di libertà e sono considerate ad un livello inferiore rispetto all’uomo.
