2016 / 2017


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Storia della gioielleria italiana

Il dr. Fasoli appartiene ad una famiglia che da quattro generazioni si occupa di gioielleria e oreficeria. La storia della oreficeria italiana vanta una tradizione plurisecolare risalente a Etruschi e Romani e raggiunge il culmine della raffinatezza con la saliera d’oro che Benvenuto Cellini realizzò per il Re di Francia, ora a Vienna. Altro capolavoro è la Croce, alta 2,30, con due candelabri commissionata dal cardinal Farnese a Antonio Gentili da Faenza, custodita nel tesoro della basilica di S. Pietro. Nella Francia del ‘700 l’oreficeria diventa produzione non solo artistica. Nel 1792 è costruita la macchina per la catena “coda di volpe”. Nascono in Germania e in Italia le prime fabbriche orafe. Nell’800 si distinsero i Castellani orafi, antiquari e ceramisti attivi a Roma e a Parigi; Vincenzo Melchiorre padre della gioielleria valenzana e Vincenzo Giura che lavorò anche per i Reali d’Italia. In tempi recenti Mario Buccellati si segnalò non solo per le sue opere, ma anche per la sua mentalità imprenditoriale. Fu amico di D’Annunzio che gli commissionò gioielli di sua ideazione e lo denominò “Principe degli orafi”. Oggi l’Italia è il maggior produttore e esportatore mondiale di gioielleria. Con viva attenzione e senza un battito di ciglio, le socie hanno seguito la relazione del dr. Fasoli, efficace non solo per le immagini sullo schermo, ma anche per qualcosa di … tangibile e luccicante, accolto da “oh” di meraviglia. Da un sacchetto di velluto sono usciti un bracciale in oro giallone e quattro anelli, preziosi lavori di Buccellati, facenti parte della collezione storica della gioielleria Fasoli. Un brivido è corso fra i tavoli, mentre i gioielli passavano di mano in mano e qualcuna non ha resistito al piacere di provarli!