II.W. Club di Roma Nord - Mostra di Edward Hopper
La mostra di Edward Hopper (1882-1967) allestita al Vittoriano, abbraccia l'intero arco temporale della produzione del celebre artista americano, infatti sono esposti sessanta capolavori (provenienti dal Whitney Museum di New York) realizzati dall'artista tra il 1902 ed il 1960, dagli acquerelli parigini ai paesaggi pieni di luce e agli scorci cittadini degli anni '50 e '60, che descrivono la vita borghese di inizio secolo. Edward Hopper fu uno dei più popolari e noti artisti americano del XX secolo, considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento. Fu un uomo schivo, taciturno e solitario, amante degli orizzonti di mare e della luce chiara, definito il pittore del realismo americano, per il realismo tagliente e provocante dei suoi quadri. La mostra si apre con l'Autoritratto, dipinto tra il 1903 ed il 1906, che mostra un giovane Hopper, dall'espressione quasi assente e malinconica, un'anticipazione delle atmosfere solitarie, ai limiti dell’alienazione, che sarebbero diventate la sua cifra stilistica. Tra le opere esposte ricordiamo alcuni dei suoi più celebri capolavori come: Le Bistro or The Wine Shop (1909), Summer Interior (1909), New York Interior (1921), South Carolina Morning (1955), Second Story Sunlight (1960) ed in particolare il complesso ed incantevole olio su tela di circa due metri Soir Bleu realizzato a Parigi nel 1914, che ritrae con un realismo scioccante un gruppo di personaggi sulla terrazza di un café parigino. I protagonisti, impregnati di una malinconia esistenziale, sembrano attori inconsapevoli, imperturbabili, calati in un presente che è quasi ricostruzione di un set cinematografico. Hopper fu uno degli artisti più amati dai grandi registi della scena internazionale come David Lynch, Dario Argento, Michelangelo Antonioni, Wim Wenders, i fratelli Coen ed Hitchock (la casa di Psycho è ispirata a quella rappresentata in House by the Railroad, paralizzata nel tempo, cupa eppure illuminata, abitazione perfetta per il ruolo).
