Conviviale con il prof. Andrea Cadauro
"On the road: sulla strada ...con un criminologo". La conversazione ha posto l'attenzione su elementi quali lo spazio urbano e il territorio, poco considerati dalla criminologia tradizionale, e dimostrato l'esistenza di una relazione tra struttura dell'ambiente urbano e i tassi di criminalità. Le domande a cui si cerca di dare spiegazioni sono:" dove e quando si è verificato il reato?"; " le aree più svantaggiate hanno problemi di criminalità?", " quale tipo di popolazione coinvolge?". Secondo la teoria del modello criminale ci sono luoghi che possono generare e attrarre criminalità per il fatto che concentrano insieme un gran numero di persone ( shopping centers, stazioni di viaggio, scuole, eccetera). Esistono poi luoghi che attraggono la criminalità perchè in essi hanno luogo le attività criminali ( zone a luci rosse, aree dedite allo spaccio di droghe o aree abbandonate). Spesso, la paura del crimine può dipendere da particolari condizioni sociali ed esistenziali: chi è anziano, chi ha un basso reddito, chi si sente poco protetto, manifesta con più frequenza sentimenti di insicurezza e di paura.E' accertato che in condizioni di deterioramento delle città, dovuto a sovraffollamento, cattive condizioni di vita e degrado ambientale, la comunità locale non riesce più a svolgere alcun tipo di controllo spontaneo. Sono stati elaborati diversi programmi di prevenzione del crimine basati sulla nozione di " spazio difendibile": l'ipotesi di base è quella che la criminalità possa essere contenuta tramite una attenta progettazione architettonica volta ad eliminare le "terre di nessuno" e creando spazi difendibili spontaneamente dalla comunità.
