Sulle spalle dei giganti
A Dietrich Bonhoeffer è stata dedicata la prima serata di Sulle spalle dei giganti rassegna culturale ideata dalle Benedettine del Santissimo Sacramento di Ibla, insieme all'associazione culturale De Claritate Mentis e con il patrocinio dell'Inner Wheel di Ragusa-Contea di Modica. La serata del 5 novembre ha visto la presenza di un folto pubblico, accorso preso la sala conferenze del monastero di San Giuseppe a Ibla. Il relatore della serata Fabio Mancini (Università di Pavia) ha ripercorso le tappe della biografia del teologo luterano soffermandosi in particolare sulla sofferta e travagliata partecipazione di Bonhoeffer alla resistenza al regime nazista. Ad essere proposta non è stata (solo) una vicenda storica, ma una più ampia riflessione sulla presenza del cristiano nella cultura e nel mondo contemporaneo. Bonhoeffer ha infatti interrogato ogni aspetto dell'esistenza umana, trasfigurandolo alla luce della rivelazione cristiana. L'originalità del pensiero bonhoefferiano risiede nella sua capacità di richiamare l'attenzione proprio sull'umanità di Dio, rivelata in Gesù Cristo, e quindi sulla nostra stessa umanità. Il cristiano non deve essere allora colui che rifugge la terra, ma colui che – come Gesù - vi è fedele fino alla fine. Grazie ad un impegno costante nel mondo e nella compagnia degli uomini, il cristiano è chiamato ad una vita “di qualità”, capace di far risuonare in una polifonia il suo lato umano e il suo lato divino. L'uno non può stare senza l'altro - “colui che sta sulla terra con un piede solo, starà con un piede solo anche in cielo” scriveva Bonhoeffer. L'eredità della riflessione del teologo martire – a noi consegnata nei suoi scritti, in particolare nelle lettere di Resistenza e Resa – ci è consegnata perché sia accolta e incarnata nell'essere cristiani, cittadini, uomini.
