Passeggiata sul tema:
Il vento favorevole che gonfia le vele dei velieri ellenici, in fuga dall’invasore turco, per poi riparare nel porto di Trieste, è sferzante, anche oggi, in occasione della nostra passeggiata sulle orme dei fasti ellenici. La Prof.ssa P. Vascotto intesse per noi verità storiche e miti cittadini. Il più bel palazzo neoclassico della città è quello costruito sulle Rive da Demetrio Carciotti e fratelli, giunti da Smirne nel 1775. La Chiesa di San Spiridione, ortodossa per gli illirici dei Balcani, allora in 163 e per gli ellenici, ben 542, come da documenti d’archivio, è inaugurata nel 1753 dal metropolita del Montenegro Basilio Petrovich. L’affresco sul soffitto dell’atrio d’ingresso di Casa Biasoletto Homero del 1821, raffigura un’allegoria della Grecia Vittoriosa sui turchi, con le date 1821 e 1881, a suggerirne la committenza nel sessantennale della rivoluzione greca. Le necessità religiose degli elleni trovano, così, sede temporanea in una cappella costruita in un terreno vicino all’odierna Piazza Goldoni. La nuova chiesa di San Nicolò, eretta in riva al mare è consacrata nel 1787, mentre lo statuto della Comunità viene approvato da Giuseppe II nel 1786. Casa Scaramangà di Altomonte, infine, acquistata nel 1850 ed oggi Fondazione e Museo d’ambiente custodisce memorie legate alla storia, all’arte ed alla vita economica e sociale di questa misteriosa ed affascinante Trieste.
