2016 / 2017


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Premio Letterario Internazionale Lago Gerundo (Un antico lago e il suo drago Tarantasio)

Lo scorso 24 settembre abbiamo avuto il piacere di presenziare al conferimento di un premio speciale al nostro caro amico il Prof. Vincenzo Iannuzzi. Una vita dedicata alla medicina, è stato Primario anche del reparto di Biochimica ed Ematologia dell’Ospedale S. Chiara di Trento. Grande Ufficiale al Merito della Repubblica e Presidente Onorario dell’Associazione Trentina per la Medicina Genomica Onlus. Ha pubblicato vari libri di saggistica, inerenti il rapporto dell’Uomo con la Realtà e sull’Etica, vincitori di prestigiosi premi letterari ed oggetto di superlative recensioni. Il suo stile è scorrevole e chiaro. Il suo fine divulgativo. Le argomentazioni sono sempre esaustive, storicamente documentate, scientificamente aggiornate e frutto di accurata ricerca e contributi originali. Al suo libro “Coscienza e Natura: modalità d’uso” ancora una volta è stato riconosciuto un particolare valore sociale e culturale e il Presidente della giuria della XIV edizione del premio internazionale LAGO GERUNDO, città di Paullo (MI) gli ha assegnato un premio speciale. Nella Sala Consiliare, gremita da un folto pubblico e dalla massime autorità cittadine, é stata letta la lunghissima motivazione che ha accompagnato il prestigioso premio. Qualche curiosità sul Lago Gerundo e il mostro Tarantasio cui è dedicata la manifestazione La fantasia popolare narra che nelle acque del Lago Gerundo (in Lombardia, tra i fiumi Adda e Serio) vivesse un drago di nome Tarantasio che faceva strage di uomini e di bambini e che ammorbava l'aria circostante con il suo alito asfissiante. Le esalazioni, in realtà dovute alla presenza nel sottosuolo di metano e di idrogeno solforato erano un fenomeno misterioso per la popolazione che incolpava esseri sconosciuti e fantasiosi. Il fantomatico mostro, si dice, fu ammazzato da uno sconosciuto eroe che prosciugò anche il lago: altri non era che il capostipite dei Visconti di Milano che, dopo tale prodezza, adottò come suo stemma l'immagine del biscione.