2015 / 2016


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Visita alle Chiese Sant'Agostino e Sant'Omobono (già Sant'Egidio) in Cremona

Martedì 24 novembre ci siamo ritrovate in un bel gruppo in Piazza Sant’Agostino per effettuare la visita guidata all’omonima Chiesa e alla chiesa adiacente di Sant’Omobono. La bravissima guida ci ha fornito molte informazioni storiche, architettoniche e pittoriche sui due edifici. La chiesa di S. Agostino fu eretta fra il 1339 e il 1345 incorporando la precedente chiesa di S. Giacomo in Braida, l'attuale edificio, costruito dai padri eremitani di S. Agostino, subì invece nel 1553 un ampio rimaneggiamento degli spazi interni, conservando nella forma originaria solo la struttura a capanna della facciata, alleggerita dalla galleria ad archi ogivali. L'interno venne rimaneggiato intorno alla metà del XVI secolo: la volta, originariamente a capriate, venne ribassata con la costruzione di una nuova volta a botte, i pilastri poligonali in cotto vennero trasformati e ingranditi, l'abside rettangolare assunse una nuova forma semicircolare e l'originaria parete in mattoni a vista fu trasformata con una decorazione ad affresco nella navata centrale e con la creazione degli altari delle navate laterali nel 1664. Le cappelle laterali, esistenti solo sul lato destro, erano già state realizzate nel corso del XV secolo, modificando così la planimetria originaria della chiesa. Centro di una vivace vita religiosa e culturale grazie alla presenza dell'attiguo monastero dell'Ordine degli Agostiniani (oggi non più esistente), la chiesa si arricchì nei secoli di importanti opere d'arte, quali gli affreschi di Bonifacio Bembo nella Cappella Cavalcabò, terza cappella di destra, e la splendida tavola del Perugino, oggi collocata sul quinto altare, realizzata nel 1494. L’antica chiesa di S. Egidio è ricordata come il luogo della preghiera quotidiana, della morte avvenuta il 13 novembre 1197 e della prima sepoltura di Omobono Tucenghi, mercante e sarto vissuto nel secolo XII, iscritto nel catalogo dei Santi il 12 gennaio 1199 dal Papa Innocenzo III, eletto patrono della città e della Diocesi