Egidio Bonomi: tra storia e realtà il suo libro “Miele amaro. Storia di una donna perduta”
Con la presentazione del suo libro «Miele Amaro. Storia di una donna perduta», il giornalista e amico rotariano Egidio Bonomi ci ha regalato una piacevole e interessante serata, accompagnandoci ed introducendoci ad un periodo storico da lui vissuto, ma sconosciuto per molte di noi. Bonomi ci restituisce uno spaccato convincente e puntuale dell'Italia a cavallo tra gli anni '30 e '40. Un Paese raccontato attraverso la vita avventurosa e senza sconti di Rita, giovane contadina della Bassa bresciana, della cui storia l'autore si è impossessato per vie decisamente tortuose e inusuali, svelate in forma di incipit al libro. La bellissima, provocante e irresistibile protagonista delle vicende riportate, due volte ragazza madre, combatte e sconfigge la miseria, sua e dei figli, trovando una via d'uscita alla propria disperata condizione di povertà nell'esercizio del ‘’mestiere più antico del mondo’’ praticato prima nelle sontuose dimore di ricchi signori milanesi, esponenti di una borghesia impegnata ad esorcizzare lo spauracchio di una guerra ormai prossima, poi all'interno delle più sicure e regolamentate case di tolleranza, inizialmente nel capoluogo lombardo, in seguito nella capitale francese, occupata come il resto della Francia, dall'esercito di Hitler. ‘’Case chiuse’’ presenti anche qui nella nostra città (di cui Egidio ci ha riferito indirizzo, numero civico e tariffe…), contestualizzando, e dunque storicizzando, un'abitudine che ha segnato almeno un paio di generazioni che qui sono state svezzate ai piaceri della carne, fino a quando, a fine anni '50, la legge Merlin ne decretò la chiusura. Bonomi ci arricchisce di particolari del tempo e del luogo con precisione, mostrandosi capace di descrivere con maestria i costumi e le abitudini di un'epoca, prendendo spunto a piene mani dalle canzoni, dai modi di dire, dalle mode, dai tic e dai vezzi caratteristici di quel periodo.
