2015 / 2016


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Incontro con la dott.ssa Lazzaroni, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Brescia

Incontro con la dottoressa Monica Lazzaroni Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Brescia. Istruttiva e coinvolgente la presentazione del tema "carcerario", di cui qui si danno i punti salienti. La dottoressa Lazzaroni introduce la conversazione con i dati sulla posizione delle donne magistrato in Italia. Solo nel 1963 fu loro permesso l'accesso in magistratura. Ora il 18% degli incarichi direttivi è affidato a donne. Brescia è un caso unico per la presenza di 5 donne su 7 Presidenti di Tribunale. La dottoressa esordì nel 1992 a Cuneo con un carcere di massima sorveglianza. Fu nominata a Brescia nel 2013, con competenza su Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova (con 2000 detenuti) e l'ospedale psichiatrico di Castiglione (con 250 internati). Compito del Magistrato di Sorveglianza, che deve valutare la volontà di radicale cambiamento, è il recupero della persona: la pena non è punitiva ma rieducativa. Emblematico il caso della donna che, ucciso il marito, condannata a 9 anni, usufruì di tutti i "permessi di necessità" avendo un figlio di sette anni. La dottoressa osserva che Brescia è città dalle grandi criticità e dalle poche risorse, con più di 1 milione di abitanti, mentre l'organico attuale del Tribunale risale al 1978. Conclude che Il carcere deve essere visto come luogo di riabilitazione e non soluzione dei problemi; se al detenuto non si danno opportunità di miglioramento, esce peggiore, perché l'ambiente carcerario è in sé criminogeno. Efficaci pene alternative si possono attuare. A Brescia, d'intesa col Comune, 50 detenuti hanno svolto attività ripartiva tinteggiando il Cimitero Monumentale; col Ministro Castelli 100 detenuti hanno svolto un progetto di recupero in parecchi Comuni della Val Brembana. Il risultato fu ottimo: nessuno ritornò in carcere!