2015 / 2016


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I.W. Club Asti ed Accademia della Cucina “Convivium Sancti Martini” La cucina del secondo Dopoguerra

Secondo una tradizione ormai consolidata, nella storica cornice dei saloni dell' Albergo Reale di Asti, martedì 10 novembre ha avuto luogo la tradizionale cena dell' Inner Wheel Presidente Patrizia Gentile con l' Accademia della Cucina Italiana di Asti diretta dal Delegato e Consultore Nazionale Piero Bava. Tema della serata : La cucina del Secondo Dopoguerra: dal "troppo poco" al "troppo". Relatori il Direttore di Palazzo Mazzetti dott. Andrea Rocco e il Vice Delegato Accademia della Cucina di Asti prof. Donatella Clinanti. A una prima relazione dedicata ai cibi razionati e autarchici del tempo di guerra ha fatto seguito la seconda relazione che in modo sintetico e molto diretto ha illustrato la cucina italiana degli anni '50. Durante il periodo post bellico, periodo connotato dal boom economico e dall'affermarsi di un nuovo benessere, tre sono i fattori che connotano l' alimentazione degli italiani: la stagionalità, la regionalità e la territorialità. Mancano ancora le grandi infrastrutture viarie, che avrebbero reso possibile, nel giro di pochissimi anni, veloci collegamenti tra le varie parti del paese. Il panettone natalizio è una rarità per i meridionali, il pesto lo si può assaggiare solo in Liguria, per la buona pizza si deve andare a Napoli. Eventi basilari per la commercializzazione e la distribuzione dei prodotti sono rappresentati dagli elettrodomestici (in primis il frigorifero) e dall' apertura dei supermercati (primo a Milano 1957). Qui è possibile trovare una vasta gamma di prodotti in tutti i periodi dell' anno. L' Italia degli anni '50 è un paese allegro: scopre il piacere di mangiare, in casa (nell' intimità familiare), fuori casa, in trattoria. Sempre e comunque con una cucina semplice, gustosa, ma ahimè carica di quei condimenti che erano venuti a mancare nel periodo bellico. Contemporaneamente comincia la migrazione dei cuochi che fanno di Milano la capitale della gastronomia. Anche l' editoria scopre il fenomeno culinario. Nel 195