Storia


L'Inner Wheel Club di Sacile Sacellum Liquentiae nasce il 14 febbraio 2026 con il patrocinio del Rotary Club padrino Sacile Centenario nella condivisione dei comuni ideali e linee guida. Alla fondazione conta 11 Socie.
Inizialmente lo scopo primario delle socie è di instaurare e sviluppare la prima finalità dell’Inner Wheel: l’amicizia, che non è un legame immediato, ma richiede tempo e cura. L’accoglienza che caratterizza l’Inner Wheel è il primo passo per trasformare un estraneo in un compagno di viaggio. Questo lo spirito che anima il gruppo, al di là dei service che con il tempo potranno essere realizzati.

Cenni storici del territorio. Perché Sacellum Liquentiae
Il fiume Livenza è l'anima di Sacile, definita per i suoi canali e l'atmosfera acquatica "Giardino della Serenissima".
È un fiume di risorgiva, alimentato da imponenti sorgenti carsiche come il Gorgazzo e la Santissima a Polcenigo. A differenza di molti altri fiumi, nasce già con una portata d'acqua notevole, rendendolo navigabile fin dalle sorgenti. Fiume che segna per buona parte il confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, teatro di importanti eventi storici.
La via fluviale permise un fiorente commercio con i mercanti veneziani. A testimonianza i palazzi storici della cittadina.
Il fiume Livenza, la "Liquentia "di Plinio, fu la fortuna della città di Sacile, fin dalle origini, quando si racconta che, sul guado del fiume, fu costituito un primo nucleo abitativo da Antenore, fuggito da Troia, dopo aver fondato Padova e che qui, su una sponda del Livenza, avesse eretto un sacellum in onore di Apollo, protettore di Ilio.
Con la potenza della res publica, Roma portò uomini, strade, ponti, acquedotti nella Gallia cisalpina, nel nostro nord-est, aprendo la strada Claudia, che passava tra Cavolano e Sacile, di cui si sono trovate tracce, e che si innesta con la via Postumia.
L'area tra Oderzo (Opitergium) e Sacile (Sacellum, Sacilium) fu un punto di snodo fondamentale per i collegamenti commerciali e militari della zona, fino ad arrivare ad Aquileia.
Dagli Annales di Cornelio Tacito si viene a conoscenza che i Sacilesi e gli Opitergini avrebbero ottenuto da Giulio Cesare, nel 45 a.C., la cittadinanza romana per aver combattuto al suo seguito nelle guerre contro Pompeo.
Tornando al termine sacellum, che anche i Romani usavano erigere nei trivi, o incroci di strade e corsi d'acqua, Sacile e dintorni è ricco di sacelli, tempietti-edicole che dal mondo antico greco-romano dedicati ai Lari, protettori dei viandanti e della loro sicurezza, sono passati al Cristianesimo con i relativi Santi.
Consistente si riscontra anche la tradizione che attribuisce a Sacile origini sacro-cristiane. Risulta, infatti, che regnando Teodosio II, imperatore, furono fondati piccoli santuari intorno al Livenza e, quindi, è lecito pensare che anche a Sacile fu eretto un primo tempietto sul guado del Livenza, attorno al quale si riunivano i nuovi credenti in Cristo e che fu quello il primo nucleo della città.
Nel 796 il villaggio fu dotato, per volontà di Enrico, duca del Friuli, di una chiesa che, sorta su un antico luogo di culto, fu dedicata a San Nicolò, patrono della città e protettore della navigazione fluviale.