Palazzo del Governatore. Visita alla Mostra: “Giacomo Balla, Un universo di luce”
Le 63 opere, esposte a Palazzo del Governatore, provenienti dalla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, forniscono una panoramica completa del repertorio dell’artista torinese, ma soprattutto e con grande sorpresa hanno permesso di scoprire quella fase figurativa, cd realismo sociale e divisionista, della sua ricca produzione, forse non a tutti conosciuta, che non appartiene alla stagione dell’avanguardia futurista, cui aveva aderito, ma a quella precedente. E non solo: troviamo esposte anche le opere appartenenti all’ultima fase della sua ricerca, che vede il ritorno, nel dopoguerra, alla pittura figurativa. Giacomo Balla, personalità molto esuberante, fu estremamente legato agli affetti familiari, per lui fonte di continua ispirazione e da lui ritratti con grande frequenza: le figlie Luce ed Elica, la madre e la moglie adorata Elisa: e così con grande interesse abbiamo ammirato capolavori come Ritratto della madre, svariati ritratti della figlia Luce, il trittico Affetti, Noi quattro allo specchio, Non mi lasciare, Il dolore (autoritratto). E ancora opere come La pazza, I malati, In fila per l’agnello, oltre i quadri della fase futurista per cui è noto al grande pubblico. In tutti i suoi dipinti il filo conduttore è la luce che il maestro non si stanca mai di sperimentare. Balla è sempre stato confinato dalla critica alla stagione epocale del Futurismo. Questa mostra offre molto di più, un altro Balla estremamente intenso e di una profonda sensibilità, figura cardine dell’arte moderna italiana. La sua essenza è nelle sue parole: “Ho sempre dipinto, sto dipingendo, dipingerò fino all’ultimo istante”.Ringraziamo Lorenzo Lavagetto, vicesindaco e assessore alla cultura e al turismo del Comune di Parma, per l’importante presenza.
