2020 / 2021


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Irène Cahen D’Anvers, Blue et Rose di Renoir

Una vera sorpresa la relazione di Maria Bonato, storica dell’arte! Di fronte ai quadri di Renoir, commissionati da Louise Cahen, madre di Irène, di Alice e di Elisabeth, ci aspettavamo una lettura della pittura impressionista, il percorso dal Salon des Refusés all’Exposition Impressionist sulla scia del Romanticismo e del Realismo, dell’interesse del tempo per l’arte giapponese e per la fotografia en plein air. Abbiamo assistito, invece, ad una lezione interessantissima, articolata, complessa, partendo dai quadri e dalle strazianti vicissitudini storiche vissute: arte e storia sono state dalla relatrice abilmente intrecciate intorno a molti eventi di due facoltose famiglie di banchieri ebrei parigini, i Cahen e i Camondo, e alla tragedia del nazismo. La tenera Irène, con il volto rivolto verso lo spettatore, sembra rivelarci il suo pensiero sognante, lo sfondo costituito da una siepe imponente ci è parso quasi premonitore di tristi eventi. Il pesciolino sui capelli? Simpatica digressione di Renoir. Nel 1881gli venne commissionato il ritratto delle sorelle di Irène. Le tele non piacquero alla madre che, prima di venderle, le destinò alle stanze della servitù. Ascese nella ricchezza e cadute nella povertà più nera, disumanizzazione, mercificazione, vendite e riacquisti di quelle due opere d’arte dalla Francia alla Svizzera, dal ritorno in Francia al Brasile, le sorelle Cahen ebbero vite diverse: Alice, sposa di un conte inglese, visse a Londra, Elisabeth venne arrestata e deportata ad Auschwitz, Irène durante la guerra finì in miseria, ma ritrovò il suo quadro nel deposito dell’Orangerie e lo vendette per una cifra importante, visse a lungo agiatamente con il conte Sampieri, dopo la separazione dal banchiere, illustre mecenate Camondo. Storie di vissuti, di umanità oltraggiata, intrecci di arte e storia in un sorprendente incontro culturale, organizzato dalla Governatrice “per non perderci di vista”!