2018 / 2019


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“Le ragioni della mente e le risposte del cuore” , con la dott.ssa Confortini e la dott.ssa Stevanin

Alcune serate hanno un ritmo particolare che si coglie da subito, una concentrazione di sentimenti e riflessioni che induce in una direzione comune e finisce per lasciare in tutti un sottile disagio e , incredibilmente, un senso di pace interiore. Due relatrici d’eccezione, abituate a lavorare insieme, presso la Clinica “Domus” hanno dato lustro all’ultima serata precedente la chiusur della nostra bravissima presidente Liviana. . La prima, la dott.ssa Roberta, cardiologa, impegnata nella riabilitazione, a contatto con chi affronta una malattia cardiologica, ma ha la prospettiva di ritornare alla quotidianità. La seconda, suor Giuseppina, medico che accompagna malati gravi nella fase conclusiva della vita. Suggestivo l’intervento della dottoressa Confortini che ha posto al centro alcuni temi fondamentali: da un lato la dissonanza cuore-ragione, come dato antropologico-culturale; nel nostro mondo occidentale due sono stati i modelli centrali: la Bibbia, fondata, per certi versi, proprio sul cuore, sui sentimenti, sulla Fede; dall’altro la filosofia greca, fondata sul logos, la parola ragionata. L’uomo di oggi, come non mai, sembra vivere in una prevalenza di “ragioni della mente” che paiono spiegare in toto la vita, ma che poi si rivelano insufficienti, inadeguate, quando avanza la vita. Siamo spesso sguarniti di fronte alla vita vera. La seconda parte è stata trattata da suor Giuseppina con un approccio filosofico-esistenziale molto coinvolgente. Con voce ferma, sguardo vivido, e l’aria operativa di chi fa, illuminato dalla Fede, suor Giuseppina ha indagato le dinamiche esistenziali dell’oggi. L’approccio attuale tende ad allontanare le domande esistenziali, tutto pare ridursi ad una frenetica ricerca dell’utile e ad un approccio razionale alla vita. La morte è un tabù. La malattia pare un’onta. Non si educa a concepire la vita come un percorso che ha un inizio e una fine. Questo indebolisce, rende vulnerabili, di fronte all’esperienza della malattia grave…